Metodo

Metodo

Dieci anni e mille tentativi di quadratura del cerchio obbligano ad un approdo.Una filosofia più equilibrata e complessa. In dieci anni ho mescolato terre, odori, varietà, climi diversi senza porre alcun limite alla ricerca, alla libertà di azzardo, alla voglia di risposte. Ma, se possibile, ho ancor più dilatato i dubbi, le incertezze. Una sola verità mi è apparsa, stupendomi, su tutte le altre possibili. Per uno strano fenomeno della natura, riconosco in alcuni terroires la perfezione, l'incantesimo, la quadratura del cerchio raggiunta dalla natura stessa, prodigiosamente o per scherzo. Ed il risultato rappresenta la tanto attesa Soluzione, il vino non progettato ma scoperto, in cui l'intervento dell'uomo risulti minimo. E' già la Natura il suo grande architetto. Qualsiasi mano aggiuntiva creerebbe danni e fratture. In altri casi, invece, occorre interpretare e intervenire. La soluzione è nella mescolanza. Nella Quadratura del Cerchio occorre rispetto e coraggio: il primo per un omaggio non formale al terroir e al suo nobile prodotto, il secondo perché solo azzardo e ricerca possono consentire orizzonti più ambiziosi, armonie nate dalla mano dell'uomo oltre che dalla forza intrinseca della natura. Nasceranno così vini affascinanti per quanti amano - dopo aver tutto assaggiato - vagabondare negli spazi dell’estremo enologica, inseguendo una chimera. Infine ho scoperto che anche i materiali grezzi indispensabili ad ogni costruzione rivelano caratteristiche, colori, sfumature che sarebbe assurdo perdere. Ciò che resta sulla tavolozza dell'artista al termine della sua fatica è non di rado, a sua volta, elemento conquistato attraverso un percorso e una selezione. Forse più semplice, diretto, rinfrancante. Ma non per questo meno adatto ai percorsi di quanti in ogni vino sanno ricercare e cogliere filosofie e originalità.

I vini prodotti servono a finanziare la ricerca.